illuminazioni

Ci sono momenti in cui ci si sente perfettamente sincronizzati con se stessi e nel luogo in cui siamo, nel tempo in cui siamo.

Li chiamo illuminazioni.

Sono istanti in cui tutto appare chiaro, anche scomodo, ma la verità è innegabile.

Sono momenti senza tempo, non so quanto durino, ma so che appena torno in me mi sento risvegliata, presente, come se mi fossi ripulita da convenzioni e regole autoimposte, da ciò che non sono.

Spesso nella vita mi è capitato di sentirmi fuori tempo, mai fuori luogo.

Ho sempre creduto di avere talmente tante parti in me da potermi plasmare per creare empatia, senza rinunciare ad essere me stessa.

Mi succedeva da piccola, ma al tempo non riuscivo a capire.

Ero bambina, ma avevo percezioni e sensazioni che non mi facevano sentire bambina.

Guardavo i miei compagni giocare in cortile all’intervallo e avrei voluto rimanere seduta sui gradini della scuola a guardarli, godendo dei loro giochi, senza partecipare. Credevano fossi timida e inevitabilmente l’insegnante o una compagna venivano a chiamarmi incitandomi a partecipare.

Nessuno capiva che stavo già partecipando, a modo mio, così mi sforzavo d giocare senza sentirmi a mio agio. Ma tutti erano contenti, per così poco.

A nessuno veniva in mente che io fossi felice osservando, che fosse il mio modo di essere.

Crescendo e acquisendo consapevolezza e autostima, ho imparato che quella parte di me era la stessa che un animo sensibile avrebbe potuto riconoscere capendo che la mia socievolezza ben si sposa con la mia riservatezza. Che posso essere partecipe senza impormi, che posso avere piacere di ascoltare. Che posso assentarmi esteriormente ma esserci con tutta me stessa .

Ci sono momenti in cui mi sento in assoluta armonia con le persone, e momenti in cui vorrei che tutto si fermasse per godere di quell’attimo, in silenzio, da sola in mezzo alla gente.

Amo contemplare, osservare, fotografare nella mia mente l’espressione di un viso, un dettaglio, un’atmosfera.

Nel mio mondo.

Nella mia memoria ho tante immagini nitide di attimi.

A volte le sfoglio, e ritrovo pezzi di me che credevo di aver perduto, che sono sepolti sotto tonnellate di informazioni, di gesti, di vita.

In questo tempo così fermo, la mia mente galoppa, il mio spirito freme.

A tal punto da ritrovarmi immobile a pensare, senza riuscire a fermare con precisione un pensiero.

Mi sono sempre divertita in mia compagnia, mi è capitato spesso di annoiarmi in mezzo alla gente.

Quando la vita ti costringe ad eliminare la socialità, ti ritrovi nudo e puoi attingere solo alle tue risorse.

Sarà che ho vissuto anni su un’isola caraibica semi deserta in mezzo al mare turchese, arrivando in costume su una barca a vela e riuscendo a trovare il lavoro dei miei sogni, sarà che ho avuto il privilegio di fare sempre ciò che mi appassionava, sarà che ho sempre affrontato insormontabili dolori e immense gioie , sarà che la vita mi ha tolto tanto ma mi ha dato tantissimo, sarà che ogni volta che le mie figlie mi chiamano ‘mamma’ mi emoziono come la prima volta, sarà che l’uomo che si addormenta accanto a me riesce a farmi infuriare e innamorare dopo 13 anni, sarà…

ma questo tempo è una prova dalla quale ho paura di uscire purificata , di tornare all’essenziale, per poi accorgermi che fuori tutto è rimasto come prima, o forse peggio, perchè la rabbia e l’arroganza sono le armi che i miserabili usano per sentirsi forti.

Mi sono sempre adattata a tutto con energia e grinta.

Non so se sono pronta a tornare in un mondo che in fondo non mi piaceva, affollato, caotico, superficiale.

Le rare volte che esco, provo quell’attimo di illuminazione con la città deserta, il silenzio, vedo la bellezza delle forme, delle geometrie e non mi immagino in mezzo alla folla, di corsa, costretta a dividere il mio spazio vitale con una massa chiassosa .

Al contrario, sogno il mio mondo perfetto, popolato da me , la mia famiglia e i nostri cari amici.

La città tutta per noi, il mare ad agosto tutto per noi.

Piazza Vittorio illuminata a festa solo per noi.

I negozi deserti senza persone che non rispettano la distanza sociale e il corretto uso del cellulare.

Sogno di non dover ascoltare le chiassose conversazioni altrui mentre sorseggio un buon cappuccino al sole.

Sogno di vedere gente ben vestita, elegante, che si saluta con un cenno del capo anche se non ci si conosce.

Sogno che le mie figlie possano andare in giro senza avere paura, che abbiano amici schietti e sinceri.

Sogno di svegliarmi sempre felice e uscire in giardino mentre tutti dormono a bere il mio primo caffè mentre gli uccellini cinguettano e l’aria è frizzante.

Mi sento nel mio tempo, presente, cosciente.

Il ritorno alla vita che tutti anelano mi fa paura.

La maggior parte della mia vita si è sempre svolta in casa, lavoro, amici, cene.

E in questo tempo ho ritrovato il piacere di fare le cose con più calma, con più cuore, senza quei ritmi frenetici che ti fanno sentire soddisfatto credendo di aver fatto chissà cosa, ma che in realtà ti hanno tolto tempo per vivere.

vedo persone che credono di essere attraverso i social. Persone sole che si autocompiacciono di rapporti inesistenti. Ma vedo tante persone vere che stanno tirando fuori quella parte di sé che tanto amo, le risorse.

Persone che aiutano, che non sono cambiate se non in meglio, grate di ciò che hanno, che combattono la propria guerra con dignità e rispetto.

Sono le persone che amo.

Quelle che riconoscono e rispettano i miei silenzi e le mie risate, che conoscono le mie fragilità e la mia forza.

Quelle per cui vorrei un mondo migliore, nel quale non sarei mai fuori tempo, e sicuramente mai fuori luogo.

Quelle che non si lamentano perchè non possono uscire.

Che lo fanno con rispetto, perchè un giorno la vita torni non come prima, ma migliore.

L.C

7 commenti

  1. Mondi paralleli, li chiamo io.
    Mondi paralleli senza possibilità di incrocio, perché distanti,diversi.
    Quello tuo è un mondo parallelo.
    Quello mio anche.
    Un mondo nel quale esiste una sola verità, che non è quella che piace a tutti ma l’unica possibile: essere se stessi.
    Se dovessi immaginare un mondo dove vivere vorrei ci fossi anche tu. E poi smetto di immaginare, perché è la realtà…

    Piace a 1 persona

  2. Che bello scritto Laura!
    Complimenti davvero.
    Anch’io vorrei che uscissimo da questo incubo, con una ripresa della realtà più ridimensionata e rallentata rispetto allo stile e alla qualità di vita di ieri.
    Vita che era così piena di frenesia e di frastuono, in cui non mi sentivo a mio agio e non mi identificativo.
    Una vita che non mi rappresentava e che mi avvelenava il benessere, senza ritmi umani.
    Non vedo l’ora di cominciare a vivere nel mondo che verrà, augurandomi che possa finalmente porre al centro l’uomo e la sua armonia nei rapporti con le persone a lui care.
    Un abbraccio.
    Luigi Calabrò

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  3. ciao Laura, noi siamo anime molto simili, per questo dal primo momento mi sembra di averti sempre conosciuta..
    a parte il mare e alcune persone che non posso vedere fisicamente, io vivo questo periodo serenamente, ogni momento è una grande gioia.. la bella sensazione di poter essere sceso da una giostra impazzita dalla quale seppur consapevole non potevo scendere.. e spesso per poter ritrovare me stesso dovevo rinunciare ad altro.. oggi invece posso finalmente godere la contemplazionee con l’armonia che mi circonda e ascoltare lo spirito finché ne ho voglia, senza limite.. una sensazione bellissima.
    mi sono riconosciuto molto nelle tue parole e nelle esperienze di vita.. il dolore intenso e certe sensazioni così intime da non poterle condividere purché parte di un altra dimensione..
    l’unico mio turbamento di oggi, è nel vedere e sentire tanta angoscia di persone disperate e non poter fare nulla..
    a volte mi ricordano che le loro angoscie sono anche le mie e interferiscono in questo piacevole periodo di grande armonia.. sono felice che ci sia anche tu e forse per questo ci sono attimi in cui ti sento..

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