Teoria delle Ex (Frames)

‘Ex’ è una delle poche parole di uso comune in italiano, che contiene una ‘X’.
Ex. passato. Vissuto. Andato. Ed è una parola breve. Un suono che non appena è emesso è già finito. Ma la ‘s’ finale, sembra sussurrare segreti e rimanda al ‘psss’, che tra amici si usa per richiamarne con discrezione l attenzione.
E come ogni ‘X’ che si rispetti, rimanda ad un’equazione, o , ancor peggio, ad una disequazione, che se tutto va bene è solo di primo grado.
Senza volerlo, l’essenza della ex di un uomo, è in fondo quella di raccontare chi era, dove era, cosa faceva. E a tratti la ricostruzione spazio temporale del passato, necessita della silenziosa presenza delle ex. Fantasmi del quartiere accanto. Date, viaggi, abitudini.
Ci sono ex da esibire come trofei (ricordo negli anni ’90 il fighetto che con studiata indolenza rinunciava a malincuore alla cena tra amici per andare a Milano nel locale trendy con la modella conosciuta ad una festa nel loft).
Ex da tenere nascoste come la peste ( lo scivolone di stile all’epoca universitaria con l’intellettuale poco attraente diventata poi un Nobel, ma inguardabile allora e intoccabile adesso), che si giustifica con una depressione post esame fallito.
Le ex di passaggio, tra una storia d’amore e l’altra, che non si riescono a ricordare per nessun particolare caratteriale\fisico\intellettuale,ma che gli altri ricordano. Di fronte allo sguardo indagatore dell’interlocutore, l’uomo elegge l ‘ex di passaggio a Dea del sesso, e per educazione, non potendo scendere nei dettagli, col linguaggio del corpo ne mima le ginniche prodezze.
E poi ci sono le ex ‘copertina’, le mie favorite. Quelle il cui ricordo riscalda l’uomo come una morbida, avvolgente, rassicurante coperta. nei momenti bui
Sono una delle risorse umane più sottovalutate e utili, che possono far perdere il lavoro ad analisti ed avvocati divorzisti.
Sono le ex che erano innamoratissime, e che sono state lasciate.
E lasciandole l’uomo ha causato loro dolore, ma anche estrema felicità da un punto di vista cinico, liberandole dalle loro stesse catene, che però riconoscono solo dopo tentativi di stalking o un matrimonio felice.
Nelle sere d’inverno guardando un dvd, nelle sere di deserto emotivo che solo la città vuota evoca d’estate, durante un venerdi sera sera inviti…il ricordo dell’ex che tanto li amava, scalda il cuore di qualunque uomo. E se dal pensiero passa all’azione, con un sms, un messaggio…e se la risposta mette meno di due minuti per arrivare, beh…il virile ego subisce uno scossone, irreale, ma inebriante.
L’idea che l’ex non aspettasse altro, fa dimenticare la vita reale, e induce a immaginare che per anni l’ex sia rimasta in attesa di quel messaggio, senza invecchiare, senza uscire, seduta di fronte ad uno schermo vuoto, col cellulare in mano.
Per le persone intelligenti, questo basta, e può magari salvare un rapporto vero da un tradimento vero.
Per gli altri…c’è la coperta. Quella vera, o quella immaginata. Che si materializza in un incontro dall’esito scontato.
Io credo che se gli ex son tali, tali debbano rimanere. E in un guizzo di ovvietà, escludo i legami forzati che si debbono mantenere per fede o per obblighi di legge.
L’idea di esser importanti dovrebbe andare oltre l’illusione di continuare ad esserlo. Persino per chi è ad anni di distanza e di vita da noi.
Se vi siete sentiti coinvolti dal racconto, vuol solo dire che siete uomini.
Se state sorridendo sornione siete donne. E siete delle Ex, per qualcuno.

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